Vigneto Aglianico Lagala

La Basilicata enoica nasce con la diffusione della viticoltura sulla costa ionica ad opera di Greci e Fenici, mentre i Romani la svilupparono fino all’areale vulcanico del Vulture

Cuore dell’antica Enotria, la Basilicata vitivinicola ha una storia millenaria. Nonostante il clima continentale la renderebbe una zona ideale per i vitigni a bacca bianca è, invece, dominata da quelli a bacca nera sui quali spicca l’Aglianico del Vulture.

Il clima e il territorio

La Basilicata è una regione prevalentemente montuosa e collinare, con un clima continentale simile a quello del centro Europa, con un carattere mediterraneo caldo-secco solo nelle aree costiere e nell’entroterra collinare materano. Nella zona del Vulture principe indiscusso è la vite dell’Aglianico del Vulture. Il terreno, di origine lavica, è formato da uno strato di tufo profondo tra 0.5-2 metri, su cui poggiano strati lavorabili, sabbiosi, limosi e argillosi. I terreni ricchi di potassio offrono ai vini freschezza, sapidità e mineralità. La porosità del tufo assicura alle viti, durante le estati torride, il giusto apporto di umidità, restituendo l’acqua accumulata nei mesi invernali.

Vitigni e vini di Basilicata

L’Aglianico del Vulture occupa oltre il 50% del vitigno lucano, da cui si produce un vino rosso rubino, dal tannino grintoso e dagli intensi profumi fruttati, speziati e balsamici. Le viti sono impiantate prevalentemente a guyot e a cordone speronato. La sua maturazione è piuttosto tardiva: da ottobre e fino anche a novembre.  Altri vitigni a bacca nera presenti sul territorio regionale sono il Sangiovese e il Montepulciano (che danno vita alla DOC Grottino di Roccanova), il Primitivo, il Merlot e il Cabernet Sauvignon. A bacca bianca troviamo la Malvasia bianca di Basilicata (come il Maddalena Bianco), il Trebbiano toscano, il Moscato e anche alcuni esperimenti di Müller Thurgau e Traminer aromatico

Vulture, vigna di Basilicata

Il Vulture è la vigna di Basilicata: con oltre il 60% della superficie vitata della regione e i 9/10 della produzione DOP e IGP (fonte AIS). Delle quattro zone  di produzione dei vini della regione l’unica a fregiarsi della DOCG è l’Aglianico del Vulture Superiore. Da questo vitigno è possibile produrre anche vini rosati di buona struttura (come il Maddalena Rosè) e spumanti metodo classico. 

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