È il Vulture (un vulcano spento, ma che ancora ribolle dei fatti storici e dei grandi personaggi che lo hanno attraversato) con la sua terra bruna e feconda tipica dei terreni vulcanici, a donarci questo miracolo, permettendo la coltivazione di speciali e ricchi vitigni, dalle cui uve nasce poi l’Aglianico. E’ nel Vulture che si estendono, per circa 10 ettari, i vigneti dell’azienda agricola LAGALA, facendo, da cinquant’anni, da cornice all’azienda stessa. Grazie a selezioni vendemmiali molto rigorose portate avanti negli anni, si è privilegiata la politica della qualità rispetto alla quantità, segnando una linea produttiva di continuo affinamento, tale da garantire una presenza nel mercato per clientela di livello medio-alto: intenditori, ristoranti ed enoteche specializzate. L’uva deve essere tramutata in vino, e questo oggi avviene in una costante ricerca, in cui natura e tradizione convivono con la più interessante e “pulita” tecnologia moderna.

It is Mount Vulture (an extinguished volcano, but that still wheels of the historical facts and the great personages who have crossed it) with its dark and fertile earth typical of volcanic lands, to give us such a miracle, allowing the cultivation of special and rich vines, from which grapes we get Aglianico. It is around Mount Vulture that we find the 10 hectarsof vineyards from LAGALA Estate, surrounding, from almost fifty years, the entire estate itself. Thanks to vendemmiali selections many rigorous capacities ahead in the years, have privileged politics of the quality regarding the amount, having marked one productive line continually sharpening, such to guarantee one presence in the market for customers of upper-middle level: connoisseurs, restaurants and specialistic wine cellars. The grape must be converted in wine, and this today happensthrough a constant research, in which nature and tradition cohabit with the most interesting and “clean” modern technology.

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